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Biologico

La definizione “biologico” e delle pratiche ammesse per la certificazione, dipendono da una normativa di derivazione europea. La legge prevede che in campagna non si utilizzino sostanze sintetizzate chimicamente, quali pesticidi e fitofarmaci, ma fitoterapici e prodotti naturali quali zolfo e rame. La fertilizzazione del terreno avviene con materiale organico. In cantina la maggior parte dei trattamenti fisico-termici sono ammessi: non si possono superare i 70°C e sono vietate le ultrafiltrazioni e le nanofiltrazioni. La solforosa è ammessa con limiti più bassi. Nel momento del consumo i vini rossi non devono superare i 100 mg/l, mentre i vini bianchi non devono superare i 150 mg/l. Tutti i lieviti sono ammessi, anche se non certificati biologici. Vi sono delle limitazioni nell’uso dei batteri, dei sali azotati, dei chiarificanti, degli acidi, delle mannoproteine e di altre sostanze per la stabilizzazione. Più in generale diremo che la produzione biologica è regolata da leggi dello stato di derivazione europea che mirano a costruire un metodo produttivo che, vietando l’uso di prodotti di sintesi, fa leva sugli equilibri naturali dell’agroecosistema, che valorizza e ripristina la naturale fertilità del suolo, e che promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera, con disciplinari di cantina che rispettino il lavoro fatto in vigna.